Il curriculum creativo secondo Phil Dubost.

Secondo Wikipedia il Personal Branding non è altro che l’arte di vendere se stessi con modalità simili a quanto avviene con altri prodotti commerciali.

Viene definita così, a mio avviso più correttamente, da Tommaso Sorchiotti e Luigi Centenaro di personalbranding.it:

Il tuo Personal Brand è la ragione per cui un cliente, un datore di lavoro o un partner ti sceglie.

Svolgere correttamente questo tipo di “attività” è molto importante e comporta numerosi benefici, tutti riconducibili alla maggiore probabilità di essere scelti!

La crisi nella quale sta versando l’economia mondiale sembra essere diventata una piaga insanabile, ciò ha portato molti giovani negli ultimi anni a inviare curriculum vitae alle aziende più disparate, con il buon auspicio di poter essere ricontattati nel breve periodo. Ma quanto sono importanti le esperienze lavorative? E come fare colpo sui datori di lavoro?

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La maggior parte degli aspiranti lavoratori che si candidano alle poche posizioni lavorative aperte, lo fanno inviando il classico (forse un pò retrò) curriculum vitae in formato europeo. Altri invece, si affidano ai più “complessi” ed attraenti curriculum vitae sotto forma di infografica ed a curriculum vitae creativi!

Un caso emblematico che voglio proporvi oggi è quello di Phil Dubost, il quale ha creato un sito/curriculum ispirandosi ad una pagina prodotto di Amazon.

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Curato nei minimi dettagli, Phil ha messo a punto dei collegamenti che ci rinviano alle informazioni e ai contatti presenti sul profilo di LinkedIn. Gli accorgimenti che ha utilizzato, come le stelline delle recensioni, le dimensioni del prodotto, l’annuncio di Google simile agli annunci effettivamente presenti sulle pagine di Amazon, o la frase: “Questo articolo è disponibile per la spedizione in tutto il mondo!”, fanno pensare alla merce in vendita presente sugli “scaffali virtuali” di Amazon.com.

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Avrà fatto bene a non prendersi troppo sul serio? Credo che Phil abbia avuto una bella idea, per tre motivi: in primo luogo perché ha puntato sull’effetto sorpresa/stupore, infatti credo che ognuno di noi sia rimasto momentaneamente perplesso nel vedere una persona “in vendita”; in secondo luogo perché il punto forte di questa idea si basa sulla creatività, a pochi sarebbe venuto in mente di fare una cosa simile; infine è facilmente comprensibile, poiché si presenta sotto forma di “infografica” (se mi passate il termine), infatti le informazioni si avvalgono dell’ausilio di elementi grafici (stelle, foto dei prodotti e raccomandazioni), che servono a rendere più intuitive ed appetibili le esperienze lavorative di Phil Dubost.

Per lui il successo è assicurato! E voi cosa ne pensate? Conoscete altri casi di curriculum creativi? Segnalateceli nei commenti!

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