La Siae ed i trailer a pagamento: ancora un bavaglio?

Leggendo il botta e risposta tra la Siae, il Post ed il sito Horror.it potrebbe scappare qualche risata. Si, perché sembra davvero assurdo il Paese in cui viviamo.

Vi spiego in breve la situazione e poi vi rimando ai link con i post originali, non saprei ricostruire la diatriba in modo migliore.

In pratica, la Siae (Società Italiana degli Autori ed Editori) “ha invitato numerosi siti di trailer a carattere commerciale a regolarizzare la propria posizione poiché diffondere al pubblico colonne sonore senza aver assolto i diritti rappresenta una violazione della legge.

Nell’interesse di tutta la filiera cinematografica (incluse le riviste on line che si dedicano all’audiovisivo) è importante diffondere la cultura del rispetto dei diritti degli autori anche su Internet.
I magazine e i blog cinematografici on line e gli altri siti aumentano la loro attrattività verso gli utenti (e quindi verso gli inserzionisti pubblicitari) arricchendo con i trailer e con la musica in genere i loro contenuti.

E’ una bella opportunità offerta dal digitale con costi che, grazie alle soluzioni tecnologiche disponibili, come embedding e deep link, sono ormai alla portata di moltissimi siti e blog. In questo modo la rete è un vivaio di iniziative e di idee ed è anche un motore di sviluppo economico.

Chi riesce ad azzeccare l’idea commercialmente più valida e a veicolarla ad un pubblico sempre più vasto, ha la possibilità di beneficiare economicamente della sua attività e del suo spirito imprenditoriale.

In pratica la normativa equipara il trailer (video realizzato con il solo scopo di promuovere un film) ad un’opera d’ingegno come il film stesso, e su di essa chiede il pagamento dei diritti d’autore.

Siti e blog dovranno pagare una sorta di canone trimestrale, per poter continuare a pubblicare i trailer. Anche se vorranno embeddare i trailer da Youtube.

Ora, pensate solamente a chi usa il web per promuoversi indipendentemente e senza una grande casa di produzione alle spalle. O ai siti/blog che parlano e discutono sui film in uscita (potendo pubblicare solo il trailer). Ma in generale, pensate alla solita grande cavolata che frena la Rete in Italia.

Per la storia completa, vi consiglio di leggere questo post, dal sito Horror.it (è aggiornato con la penultima risposta della Siae).

[UPDATE] La Siae, con una nota, precisa che:

La licenza è stata offerta – a seguito di controlli documentati – a quei siti commerciali di trailer che finora hanno evitato di rispettare i diritti sulla musica;

I compensi sono parametrati sui siti commerciali, che vendono pubblicità e fanno business sui contenuti. Ed è a queste imprese che la SIAE si è rivolta per chiedere il rispetto del diritto d’autore.

Dopo tutto il casino che hanno creato, dobbiamo credere a questa risposta?

[UPDATE 2] Ci saranno problemi anche per i libri ed i booktrailer?

 

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